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SUMMARY:LA MURGIA ABBRACCIA MATERA
DESCRIPTION:La Murgia abbraccia Matera: al via la fase di analisi e proposta Tra martedì e la fine di Gennaio 6 incontri pubblici a Gravina in Puglia L’assessore Iurino: «Matera 2019 moltiplicatore di attrattività per i territori» \nUn progetto di valorizzazione e gestione integrata degli attrattori locali\, puntando sulla ruralità murgiana e facendone patrimonio comune per l’intero territorio pugliese\, per la sua ricchezza di cultura e tradizione\, in vista di Matera 2019.\nObiettivo ambizioso ma a portata di mano quello che il Comune di Gravina in Puglia\, su impulso dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Alesio Valente\, si prefigge nell’ambito dell’azione pilota “La Murgia abbraccia Matera”\, approvata dalla Giunta regionale lo scorso Agosto per acquisire proposte progettuali finalizzate al recupero e valorizzazione di manufatti storici legati all’agricoltura ed alla pastorizia sulla Murgia\, con particolare riferimento ai Comuni limitrofi a Matera\, ovvero Gravina\, Altamura\, Santeramo\, Laterza e Ginosa\, ai quali si aggiungono\, per alcune specifiche attività e peculiarità\, anche i centri sedi di cave di bauxite: San Giovanni Rotondo\, Spinazzola e Otranto. «Dopo una prima fase caratterizzata dal lancio di un concorso di idee – ricorda l’assessora alle politiche rurali\, Annamaria Iurino – entriamo nel vivo di un’iniziativa che mira alla valorizzazione dell’identità territoriale\, del paesaggio e delle architetture rurali della nostra Murgia\, un territorio naturalmente orientato su Matera e ad essa unita da comuni radici storiche e antropologiche\, ma anche e da sempre crocevia di camminamenti e strade che ne hanno fatto\, negli ultimi tempi\, punto di riferimento per politiche di valorizzazione di livello nazionale e respiro europeo».\nGià definite le tappe della nuova fase: «A Gravina – spiega l’assessora Iurino – saranno avviate in questi giorni procedure di partecipazione finalizzate alla ricognizione dei fabbisogni delle comunità locali e soprattutto all’individuazione di proposte innovative per la promozione del patrimonio di archeologia industriale e rurale. Un cammino che\, per quanto ci riguarda\, intendiamo portare a compimento per poter ottenere dalla Regione finanziamenti volti a sostenere la realizzazione di interventi da specificare in uno specifico accordo da firmare con la stessa Regione». \nGià definito il programma gravinese. Sei gli incontri in scaletta\, tutti ospitati nelle sale del museo civico della fondazione “Ettore Pomarici Santomasi”. Inizio sempre alle 17.30. Si comincia martedì 12 Dicembre\, con una serie di riflessioni – tra l’altro – sul tema del paesaggio e delle architetture rurali\, sulla rete della transumanza\, sui nuovi network. Spazio anche al lancio del concorso video e fotografico. Il 20 Dicembre ci si soffermerà su tecniche ed evoluzioni\, il successivo 28 Dicembre sulle attività tradizionali in agricoltura. Quarto incontro l’11 Gennaio 2018\, con riflettori puntati sulla risorsa acqua. Quindi\, il 19 Gennaio\, sarà la volta di racconti e leggende\, proverbi e motti\, canti e melodie\, spettacoli e feste\, usi e costumi\, riti e cerimonie. \nA chiudere la sessione partecipativa\, il 31 Gennaio\, il briefing su “Open Gravina 2020”\, con la definizione di un’ipotesi di itinerario turistico rurale tra Puglia e Basilicata lungo l’asse che idealmente congiunge la città del grano e del vino a quella materana\, attraversando la gravina ed il bosco Difesa Grande. In coda\, la premiazione del concorso video-fotografico. A far da corona ai sei appuntamenti\, il prossimo 15 Aprile\, un’escursione a piedi ed in bici tra storia\, natura\, paesaggio\, archeologia e architetture rurali.
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SUMMARY:Presentazione del libro Charlie Gard-Eutanasia di Stato Gravina in Puglia-Domenica 21 gennaio ore 19.00 Museo civico- P.zza Benedetto XIII
DESCRIPTION:“In un’Europa sempre più vecchia e infeconda\, ferita dagli attentati del terrorismo jihadista\, incapace di affrontare una delle ondate migratorie più impressionanti e anomale\, immersa in una profonda incertezza politica\, la morte per eutanasia di Stato del piccolo Charlie è il segno della fine di un’epoca\, e la sollevazione popolare che ha accompagnato la sua breve vita potrebbe essere l’inizio di una nuova”. Per questo Assuntina Morresi\, membro del comitato nazionale per la bioetica\, ha scritto “Charlie Gard. Eutanasia di Stato” (ed l’Occidentale) facendo capire la crucialità di una storia ricostruita minuziosamente dall’inizio alla fine. \nDalla sua nascita il 4 agosto 2016\, come primo figlio di Christopher Gard e di Constance Yeats\, fino alla morte per volontà del Greath Ormond Street Hospital (Gosh)\, avvenuta il 28 luglio 2017. Charlie\, ad un mese dalla nascita fu ricoverato al Gosh\, dove gli fu diagnosticata una Sindrome da deflazione del dna mitocondriale\, una rara malattia neurodegenerativa che finora ha colpito pochissimi bambini (la maggioranza morti nei primi anni di vita) e per cui era nutrito e ventilato con l’ausilio delle macchine. Ma a diagnosi effettuata i medici decisero che il piccolo doveva morire ucciso attraverso la sospensione della ventilazione\, prima dell’imminente\, a detta loro\, decesso naturale. I genitori rifiutarono da subito l’eutanasia del figlio e chiesero aiuto ad una giornalista\, Alison Smith-Squire. \nAltri medici proposero ai Gard una terapia\, ma il Gosh preferiva “staccare la spina” ad una cura non ancora sperimentata sulle persone. Eppure\, secondo il medico americano Michio Hirano\, il trattamento\, pur avendo remote possibilità di essere efficace\, andava tentato\, perché l’alternativa era la morte. L’ospedale invece voleva provocarla. Tanto che sebbene i genitori fossero riusciti a raccogliere i fondi per trasferire Charlie e curarlo in America\, il Gosh negò imperterrito il trasferimento portando il caso in tribunale. Da qui in poi ebbe inizio la vicenda che ha così infiammato il mondo da far intervenire la Chiesa\, la politica\, la scienza\, fino al Papa e Trump. \nNel libro sono raccolti tutti gli interventi più significativi\, gli articoli di giornale apparsi in merito\, le parole della rete e di personalità note\, da quelli più tiepidi (è il caso della Conferenza e episcopale britannica) a quelli più decisi (come quello del cardinal Caffarra o del patriarcato di Mosca). Insieme si trovano tutti i comunicati del Gosh e le sentenze dei giudici che dimostrano la mentalità eugenetica sottostante le loro decisioni. \nIl libro riesce così a far comprendere la confusione anche dei credenti\, ottenuta grazie al martellamento della mentalità dominante e a quello mediatico. Confusione prodotta grazie al termine “accanimento terapeutico”\, usato per convincere tutti della bontà di quello che è stato un vero e proprio omicidio. Inoltre\, i fatti messi tutti in fila e la mancanza di “un evento che rendesse dannosa o vana la respirazione” (“un ostacolo oggettivo sarebbe stato documentato”) dimostrano che togliere la ventilazione al piccolo fu un vero e proprio atto eutanasico. Perciò\, anche rifiutando la sperimentazione mai testata sull’uomo e proibendo ad un altro ospedale di assumersi la responsabilità di tentare una cura\, non si capisce perché il Gosh si sia accanito per la sospensione della ventilazione? Se Charlie doveva comunque morire\, come avevano sentenziato i medici\, perché non lasciare che la morte avvenisse naturalmente? \nSono queste le domande che emergono leggendo. Mentre altri fatti dicono di un orgoglio umano evidente e di un’ostilità verso la famiglia: forse che il Gosh pensava di avere più diritti su Charlie dei suoi genitori? Perché altrimenti resistere alla domanda di far entrare un pastore a pregare nella stanza di Charlie (sia mai che accada il miracolo) e\, alla fine\, dopo aver vinto la battaglia legale\, negare l’ultima richiesta della famiglia di portare il figlio a morire a casa con la scusa che le macchine non passavano dalla porta\, quando Charlie\, fa notare Morresi\, era già uscito dalla sua stanza a giugno per raggiungere il giardinetto sul tetto dell’ospedale? \nImpressiona rileggere la proposta del 7 luglio fatta al Gosh dall’ospedale Bambin Gesù di Roma\, che diede voce a sette esperti di malattie mitocondriali ancora convinti che Charlie dovesse non solo non essere privato della respirazione ma venire curato. Ma guardando a quanto accadde in aula\, a come furono trattati i genitori dai legali del Gosh (nel libro i loro profili e le loro battaglie pro eutanasia) si capisce la violenza di un sistema che ormai agisce come se il migliore tutore dei bambini fosse lo Stato. E ripercorrendo immagini e fatti\, Morresi fa emergere altre menzogne costruite dal Gosh (quella sull’impossibilità di portare Charlie a casa è dimostrata anche dalle foto in cui il piccolo viene spinto con i macchinari attaccati al passeggino nel giardino dell’hospice). \nUn caso\, questo\, non solo perso ma che ha già fatto mentalità (basti vedere la legge approvata in Italia a dicembre sulle Dat) confondendo le cure palliative con l’eutanasia: “La medicina palliativa non esclude ogni mezzo di sostegno vitale: l’idratazione\, la nutrizione e la ventilazione…a meno che non siano fonte di effetti avversi”\, ammise il palliativista Ferdinando Cancelli. Menzogne\, presunzione\, pressioni\, che si spinsero fino a dichiarazioni come quelle del giudice Francis quando il 24 luglio affermò: “È nel migliore interesse di Charlie morire”. Parole che\, dopo una battaglia straziante\, portarono la famiglia a pronunciare un discorso di resa\, che noi della NuovaBq non capimmo se non come il cedimento di una famiglia devastata dal dolore e dalle pressioni. \nPer questo la morte di Stato di Charlie sancisce la fine di un’epoca\, quella del diritto naturale per cui la vita valeva a prescindere da tutto\, e parla dell’inizio di un’altra epoca\, quella in cui la vita vale solo se è produttiva e se ha qualità (Morresi analizza gli interventi di un’infermiera e una dottoressa cattoliche che dimostrano quanto questa mentalità sia entrata anche nella Chiesa). \nMa forse c’è una speranza\, un seme che un giorno potrebbe far nascere un’altra epoca\, un’epoca più umana\, come si capisce dalle pagine lette\, in cui oltre alla denuncia emerge il movimento impressionate di un popolo semplice\, forse non dotto\, ma almeno umanamente più intelligente degli esperti e che ha lottato per Charlie senza tregua fino a smuovere il Pontefice\, i cardinali e persino membri della curia e di una Chiesa da tempo in ritirata.
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